L’abbazia di San Lorenzo in Doliolo a San Severino Marche

Si tratta di uno straordinario esemplare architettonico di età romanica le cui prime notizie documentarie risalgono al 1119, di appartenenza benedettina fino al 1526 quando passò di proprietà ai Cistercensi. I restauri condotti nel corso del XVII secolo hanno purtroppo cancellato molti elementi interni di epoca medievale, mentre l’esterno conserva elementi originari come la trecentesca torre campanaria di cui si possono scorgere ad occhio più fasi costruttive riflesse nei diversi materiali ed il portale del XII secolo ricavato nella stessa. Agli inizi dell’800 fu riportata alla luce la cripta medievale decorata dai fratelli Jacopo e Lorenzo Salimbeni con storie relative alle vite di S. Andrea e S. Lorenzo, lavoro di vivacità narrativa ed espressiva di fine trecento condotto nel florido periodo della signoria degli Smeducci. Il termine doliolo deriverebbe da piccoli orci contenenti vino (ovvero vasi in terracotta detti doliola) che i monaci benedettini distribuivano durante le festività religiose ai fedeli. Si suppone da ritrovamenti archeologici recenti, che il primitivo nucleo abbaziale risalga all’VIII secolo, quando i primi monaci edificarono la chiesa utilizzando le rovine di un tempio dedicato a Feronia, dea protettrice dei bsan severinooschi, molto venerata nell’Italia centrale. Fare visita a questo monumento sarà un’occasione utile per conoscere la storia dei questo bel centro marchigiano, di cui ancora è possibile leggere l’antico assetto medievale ben conservato entro le mura urbiche e costituito da     piccole case con annessi orti e giardini, dalla Torre del comune edificata nel XIII secolo (poi detta degli Smeducci) ed infine dalla bellissima piazza ellittica considerata un unicum dell’urbanistica italiana del periodo. Sarà interessante notare sulla facciata della torre, un bassorilievo murato con raffigurato il leone ghibellino, simbolo della politica filo imperiale del comune in lotta contro la guelfa Camerino nel corso del XIII secolo. Nel complesso la città ha felicemente assistito a quella naturale stratificazione urbanistica sviluppatasi nei secoli che altrove non è possibile notare, cosa dovuta ad incuria umana o ad eventi naturali, cosa che la rende un piccolo gioiello del maceratese da scoprire tenendo a mente non solo ciò che appare, ma anche le dinamiche storiche che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo nel tempo.

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